Vesta - Bocca Cocca - Malga Piombino
ITINERARIO Nº 5
Tempi di percorrenza : ore 4,30
Difficoltà : EE
Segnaletica : dal F.le Berard a Bocca Cocca, strisce bianco-rosse.
Questa escursione (raccomandata ad escursionisti esperti) si svolge con partenza da Vesta, villaggio turistico sulla sponda orientale del lago, ed offre varie possibilità di percorso che l'escursionista concatenerà come meglio crede; parcheggiamo l'automobile in una piazzola appena varcato il ponte sul Rio Vesta (questo itinerario ed il n. 6 hanno la partenza in comune).
Un marcato sentiero, costeggiando alcune villette, si diparte dalla piazzola dirigendosi verso l'imboccatura della valle e, dopo pochi passi, ci si presenta un bivio: descriviamo da qui le due possibilità di salita che ci permetteranno di raggiungere la malga Piombino, meta principale di questa escursione.
Itinerario A, per il "Sentiero della Calva".
Al bivio si piega decisamente a sinistra, lasciando a destra la traccia che si inoltra nella valle. Si prosegue per un breve tratto verso nord quindi giungiamo ad un bivio: le frecce direzionali ci indicano che, a sinistra, si percorrono il "sentiero dei contrabbandieri" ed il "sentiero dei tralicci"; noi teniamo la destra sul "sentiero della Calva" ; il marcato sentiero s'impenna bruscamente e risale il costone che delimita a nord la Valle di Piombino alternando lunghe diagonali a più ravvicinati tornanti. Gradualmente ci riportiamo sulla verticale di Vesta e, a quota 670 m circa, il sentiero si affaccia, per breve tratto, sul ciglio della valle; abbandonato sulla destra un sentiero secondario, seguiamo la marcata traccia principale che, con altre numerose curve e senza tregua, si inoltra nel bosco d'alto fusto, offrendoci, quando la vegetazione lo permette, gustosi scorci del lago.
Sbuchiamo infine nel prato del fienile Berard (1050 m, ore 1,30) nei pressi di una costruzione in lamiera verniciata; altre cascine punteggiano il vasto pendio erboso. Davvero suggestivo il panorama sul basso lago, i paesi sulle sue sponde e le montagne che lo racchiudono.
Si prosegue ora su una stradina la quale, in pochi passi, porta sulla sterrata che sale dalle case di Ola presso Bondone ; la seguiamo a destra contornando il M. Calva oltre il quale, la stradina si fa mulattiera e, tagliando le pendici rocciose del M. Bezplel, fra incomparabili visioni del basso lago e della sottostante Valle di Piombino, ci conduce nei pressi di Bocca Cocca e precisamente in corrispondenza del primo tornante (1275 m, ore 1-2,30) dal quale si stacca a destra il sentiero per la malga Piombino segnalato da una freccia direzionale di legno e da una striscia bianco-rossa su un albero. In una ventina di minuti si può far visita al passo caratterizzato da un vecchio roccolo e da numerose postazioni di guerra. Si consiglia di raggiungere un cocuzzolo che si innalza, oltre il roccolo, sul lato destro del passo e dal quale, verso ovest, si ha una vista d'insieme della Valle di Piombino che, restringendosi, sprofonda nel lago; sullo sfondo da sinistra: la Corna Zeno, la Cima Meghé, la Corna Blacca, il Dosso Alto ed il Maniva. All'estrema destra emerge da altre montagne la sommità del Cornone di Blumone; verso est la Valvestino.
Dal tornante scendiamo sul sentiero prima citato col quale, in leggera discesa ed ignorando varie deviazioni che si staccano a destra, ci portiamo all'ormai diruta Malga Piombino nel territorio del Comune di Valvestino (1102 m, ore 0,15-2,45).
Il sito è stato recentemente fatto oggetto di recupero nell'ambito del progetto di RIQUALIFICAZIONE DELLA BIOCENOSI IN VALVESTINO CORNO DELLA MAROGNA e la radura, ripulita da vegetazione invasiva, è stata riportata pressoché alle dimensioni di un tempo.
Itinerario B, per la Valle di Piombino.
Per ovvi motivi eviteremo di compiere l'escursione in occasione di piene del torrente.
Al bivio, abbandoniamo il "sentiero della Calva" e svoltiamo a destra inoltrandoci nella Valle di Piombino, camminando sulla sponda sinistra del corso d'acqua. Giungiamo alla prima presa d'acqua in corrispondenza della quale ci abbassiamo a destra sul greto del torrente percorrendone inizialmente la sponda sinistra per superare una stretta forra. In seguito, guadando più volte il torrente, percorriamo lo stretto intaglio fra incombenti pareti strapiombanti; superiamo un salto roccioso aggirandolo sulla destra su un breve scivolo ghiaioso e perveniamo ad una seconda presa d'acqua (470 m, ore 0,20).
Subito dopo la costruzione, abbandoniamo la traccia che prosegue diritta percorrendo il ramo secondario di sinistra e ci inerpichiamo a destra per un pendio ghiaioso evidentemente tracciato; qualche ripido tornantino ci porta in un intaglio laterale che risaliamo brevemente per poi uscire nuovamente sul ciglio della valle principale (da questo punto è visibile poco più avanti la diramazione della valle). In seguito il percorso, ora ben marcato, prosegue con moderata pendenza e, dopo una breve discesa, ci riconduce sulle sponde del ruscello in corrispondenza di un guado (590 m, ore 0,25-0,45). Da qui in poi, senza possibilità di errore, risaliamo lungamente il fondovalle, guadando ripetutamente il rio, in un ambiente quasi completamente incontaminato, fortemente suggestivo e selvaggio. A circa 820 m di quota ci si presenta una nuova diramazione (ore 0,40-1,25) di cui prendiamo il ramo più importante di destra; si cammina sul greto del torrente per circa 15 minuti e notiamo che l'intaglio più ampio compie una curva a destra; noi lo aggiriamo abbandonandolo temporaneamente e proseguendo sulla diramazione di sinistra su tracce ormai deboli e costituite più che altro dal greto di un piccolo ruscello quasi sempre asciutto. Da qui, alzando gli occhi alla nostra destra, noteremo il ciglio franoso di un pianoro che in seguito dovremo percorrere e che, alzandoci di quota, si avvicinerà sempre più; dopo altri 10 minuti, si stacca a destra una vistosa traccia che seguiamo e che ci conduce sul pianoro prima citato.
Mantenendoci sul ciglio di questo breve poggio, camminando nel sottobosco sgombro da arbusti, ci avviciniamo all'intaglio abbandonato in precedenza e lo costeggiamo risalendone il lato sinistro su tracce di un antico sentiero a tratti poco marcato; il percorso si impenna attraversando un'abetaia e si avvicina all'intaglio in corrispondenza di un masso (siamo ormai a circa 1100 metri di quota); ci portiamo sulla sponda opposta ove è visibile una buona traccia la quale, in piano, ci conduce in breve alla Malga Piombino (1102 m, ore 0,50-2,15).
Per il ritorno ci incamminiamo, verso ovest (in direzione del lago), abbassandoci leggermente sotto la costruzione sulla modesta conca prativa; transitiamo nei pressi di una pozza quindi, rientrando nel bosco, risaliamo l'adiacente dosso alla cui sommità si erge un cippo di confine inciso con l'anno 1753 ed indicante l'antico confine dell'Impero austro-ungarico con la repubblica di Venezia.
Seguitando verso ovest, ci abbassiamo leggermente ad una selletta che separa un piccolo promontorio sul quale vale la pena di salire per godere di un interessante panorama; ridiscesi alla selletta ci caliamo a destra (a sinistra provenendo dal cippo) su un solcato sentiero il quale sfiora un maestoso pino silvestre e, con numerosi e ripidi tornanti, ci fa perdere velocemente quota fino a 880 metri circa, in corrispondenza di un intaglio oltre il quale il percorso si fa pressoché pianeggiante per un lungo tratto (attenzione in qualche punto ove la buona traccia si riduce a causa di leggeri smottamenti) fino ad un bivio (830 m, ore 1-3,45). La direzione cambia seccamente svoltando a destra per calarci, sempre su marcato sentiero, in un canalone che sprofonda verso la valle di Piombino; segnaliamo che, oltre questo bivio, l'invitante traccia si fa meno marcata suddividendosi ulteriormente: verso destra si perde poco più in basso mentre, verso sinistra, altri due sentieri tendono a salire.
L'ottimo sentiero sfiora uno spuntone caratterizzato da due brevi gallerie quindi tende a sinistra uscendo dall'ombroso vallone; la vegetazione muta repentinamente in quanto, dal versante bacìo passiamo al solatio versante a lago.
Ora con accentuata pendenza si cammina in una folta e giovane pineta (tracce dell'incendio...) serpeggiando per adeguarsi all'articolata morfologia del terreno; la marcia è talvolta infastidita da leggera vegetazione che invade il sentiero ma raggiungiamo facilmente le prime case di Vesta e la strada asfaltata; tenendo la destra raggiungiamo in breve il punto di partenza (392 m, ore 0,45-4,30).
Per coloro che hanno raggiunto la malga risalendo la valle (itinerario B), oltre alla possibilità di ritorno sopradescritta, proponiamo questa invitante alternativa la quale richiede un piccolo supplemento di dislivello (150 m circa) e che corrisponde nel percorrere in senso inverso l'itinerario A:
alle spalle del rudere ci dirigiamo verso il bosco per individuare l'imbocco di un traccia della quale percorriamo una cinquantina di metri fino ad un bivio; lasciamo a destra un sentiero segnalato da strisce bianco-rosse che porta sul monte Stino e giriamo a sinistra su buon sentiero il quale, in moderata salita e contornando la testata della valle, sbocca su un tornante della mulattiera che collega il fienile Berard a Bocca Cocca; scendiamo a sinistra marciando comodamente e beandoci delle numerose vedute sull'Eridio; la mulattiera si fa carrabile, ignoriamo una deviazione a sinistra e passiamo poco sopra i citati fienili appena oltre i quali abbandoniamo la stradina per deviare a sinistra su una carrabile che cessa poco oltre; superata una costruzione in lamiera verniciata, imbocchiamo il sentiero che ci porta in Vesta (ore 2.00).