ITINERARIO Nº 4
Tempi di percorrenza : ore 5,25
Difficoltà : E
Segnaletica : Paröle, Piazze, Mandoàl, striscie bianco-rosse del sentiero n.454
da Piazze al M. Stino, " " " n.456
da Mandoàl a Paröle, " " " n.455
Lunga e bellissima escursione, sia per i suggestivi panorami che si possono gustare praticamente da ogni tratto del percorso, sia per la presenza di particolare flora.
Sulla strada che, sulla sponda orientale del lago, porta al villaggio di Vesta e precisamente in località Paröle (sulla cartina "C. Bonardi" m 383), sono ben visibili le segnalazioni del CAI Vestone indicanti la partenza dei sentieri n. 454-455-456; potremo parcheggiare poco più avanti in ampie piazzuole.
Ci alziamo inizialmente fra i pini silvestri e, già dal mese di aprile, il clima lacustre favorisce la fioritura del Fior ragno (Ophris sphecodes); dopo 15 minuti, ad un bivio, lasciamo a destra il sentiero n. 455 per Mandoàl e svoltiamo a sinistra. Il sentiero n. 454 si alza a serpentina ed a quota 600 m circa si insinua fra pinnacoli dolomitici, lambendo talvolta strapiombanti pareti punteggiate dalla Dafne delle rupi (Daphne petraea), dalla Primula vistosa (Primula spectabilis) e dalla Potentilla caulescente (Potentilla caulescens). Il percorso si fa abbastanza ripido pur mantenendo una buona traccia; sulla sponda opposta del lago, si nota Anfo sovrastato dal piramidale M. Censo, sulle cui rocciose pendici è ben visibile la Rocca. Si prosegue con altri numerosi tornantini, giungendo infine a Piazze (1028 m, ore 1,45); dall'adiacente cocuzzolo che si sporge verso ovest, si gode di un'ampia panoramica sul lago.
Lasciando la mulattiera che porta a Mandoàl e che percorreremo al ritorno, ci inerpichiamo sul sentiero n. 456 per il costone occidentale del M. Stino; in questo tratto incontriamo numerosi pini scheletriti a testimonianza del furioso incendio sviluppatosi nell'aprile '84.
Poco sotto la vetta, il tortuoso tracciato passa accanto a gallerie di guerra, quindi si immette sulla mulattiera, proveniente dall'altopiano, che seguiamo a sinistra; in pochi minuti raggiungiamo lo sperone quotato 1435 m (ore 1-2,45), poco ad ovest della cima principale, ove, in due gallerie-postazione, è stato allestito un museo permanente contenente numerosi reperti della prima e seconda guerra mondiale ora trasferito in paese in via XXIV maggio nello stabile della ex scuola materna per info visita il sito www.comune.capovalle.bs.it/associazione/museo-reperti-bellici-capovalle. Dalla sommità, ove sventola permanentemente un tricolore, un cippo con targhette indicatrici ci aiuta a dare un nome alle montagne che ci circondano: verso nord, lo sguardo spazia fino alle cime più alte dell'Adamello; proseguendo verso ovest, distinguiamo il Cornone di Blumone, il Maniva, il Dosso Alto, la Corna Blacca, più lontano il Guglielmo; verso sud, oltre il Manòs ed il Càrzen, spuntano la rocciosa Zingla, lo Spino ed il Pizzòcolo. Veramente incantevoli gli scorci sul sottostante Eridio. Se risaliamo la vicina cima principale dello Stino, aggiungiamo, al panorama già citato, la vista su tratti del lago di Garda e sui monti Denervo, Baldo, Caplone e Tombéa.
Per il ritorno, percorriamo a ritroso il sentiero n. 456 utilizzato per la salita, fino a Piazze (ore 0,40-3,25) dove giriamo a sinistra sulla pianeggiante e panoramicissima mulattiera citata in precedenza e che ci porta in località Mandoàl (953 m, ore 0,50-4,15) attraversando nell'ordine la parte alta delle Valli Sassa, d'Abbioli e Forzolo. Su una curva (con due panchine in tronchi), poco prima di una piazzuola attrezzata per picnic, si stacca a destra il sentiero n. 455 che, con un lungo diagonale, riattraversa più in basso le valli citate, prima di ritornare a "Paröle" (ore 1,10-5,25).